| Elogio
della dimenticanza
Concerto d'attori e sconcerto della
poesia
con
Alessandro Borroni, Simone Lampis, Milvys Lopez Homen,
Roberta Secchi, Sara Taglialatela, Monica Zipparri
Spazio scenico, costumi e accessori: Teatro La Madrugada
Arrangiamenti musicali, regia e drammaturgia: Raul Iaiza
“...Si cada noche es siempre una ausencia
y cada despertar un desencuentro
Usted preguntarà porque cantamos...
Cantamos porque los sobrevivientes
y nuestros muertos quieren que cantemos...
cada pregunta tiene su respuesta”
Mario Benedetti
La poesia della musica - o la musica della poesia- in un Concerto
d'Attori.
Attori cantanti, suonatori, danzatori e recitanti.
Attori sconcertati davanti agli echi e rimbalzi delle
parole e i ritmi della condizione umana. La guerra, che è
sempre insensata, che sempre piomba. L'amore e la soave ferita
del suo canto. Il sacro che è stupore e tessitura. La festa,
che scioglie e colma. La nascita che si può solo maturare
e la morte che non si può immaginare. Il lavoro che ci
lavora o ci tarla.
“La fragilità della memoria/ dà forza
agli uomini” conclude la poesia di Bertold Brecht.
Significa che occorre non ricordare per camminare nella vita?
Oppure significa che il ricordo deve vivere in un altro territorio
della nostra anima, per nutrire senza avvelenare? Oppure si gioca
all'ironia, per lasciare tutte le domande aperte? La memoria e
il ricordo sono la stessa cosa?
Qualcuno dice: “quando canto dimentico”.
Qualcuno dice: “quando canto, ricordo”.
Perché un Concerto d’Attori? Il canto può
diventare un compagno di strada essenziale per un attore, così
come può rivelarsi uno strumento insostituibile per il
lavoro di gruppo. Attraverso la coralità, gli attori possono
scoprire un’altra fisicità, creare scene, storie,
personaggi nati dal canto e che al canto ritornano, per trasformarlo
appunto in un canto d’attore. I canti che
presentiamo sono antichi e moderni, quasi sempre di fonte tradizionale,
in versioni 'a cappella' e con accompagnamento strumentale.
|