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LA PARATA
DI SUA MAESTÀ NERA

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MIGRAZIONI A TEATRO

Alla quinta edizione della rassegna milanese L'Altrofestival, il gruppo I servi di scena/Teatro La Madrugada ha presentato l'esito della trasposizione al chiuso del suo spettacolo di strada Chi batte il manducumán per me?, tratto da La tragedia del re Christophe del martinicano Aimé Césaire. Trionfano musicalità e dinamicità nell'uso di una lingua che mescola francese e spagnolo

Milano - Giunto quest’anno alla quinta edizione “L’Altrofestival”, rassegna di teatro delle migrazioni organizzata dal laboratorio Mascherenere e da COOPI dall’1 al 15 febbraio, ha offerto al pubblico milanese la possibilità di avvicinarsi a espressioni di culture teatrali differenti. Sono il confronto e lo scambio i presupposti che hanno portato alla nascita dell'"Altrofestival", inteso come occasione di riunione delle realtà teatrali sorte e sviluppatesi attraverso l’apporto di artisti immigrati. Tra i molti, interessanti appuntamenti della rassegna, che prevedeva seminari, laboratori, mostre e spettacoli destinati alle scuole, spicca Chi batte il manducumán per me?

I Servi di Scena si dedicano da alcuni anni a un progetto di ricerca teatrale incentrato sullo studio dell’arte dell’attore all’interno di un percorso collettivo. Asse portante del progetto è il concetto di ensemble che quotidianamente lavora approfondendo in modo costante l’artigianato attoriale e rifacendosi nel contempo alla nobile tradizione dei gruppi storici del Novecento, primo fra tutti l’Odin Teatret. Raul Iaiza - regista del gruppo che ha sede a Milano e riunisce attori di diverse nazionalità - è stato assistente di Eugenio Barba nell’allestimento del recente Salt e l’influenza dell’Odin è evidente nel lavoro del Teatro La Madrugada.

Chi batte il manducumán per me? ha una genesi particolare. Deriva da un preesistente spettacolo di strada, La parata di Sua Maestà Nera, ed è attualmente oggetto di riconversione in un allestimento destinato agli spazi teatrali tradizionali. Il progetto di trasformazione - vincitore della Borsa di studio teatrale Anna Pancirolli 2002 istituita dall’Associazione Amici di Anna con il sostegno del CRT e del centro sociale Barrio’s - giungerà a compimento nell’arco di 3/4 mesi: l’inserimento nel cartellone dell'"Altrofestival" ha segnato la prima occasione di presentazione al pubblico di questo interessante work in progress.

Liberamente ispirato a La tragedia del re Christophe del drammaturgo martinicano Aimé Césaire, Chi batte il manducumán per me? prende le mosse dalla storia di Haiti, terra di conquista dove la brutalità dei colonizzatori causò l’estinzione della popolazione nativa, “sanata” mediante l’importazione di schiavi provenienti dall’Africa. Alla fine del Settecento l’onda lunga della Rivoluzione spinse la popolazione nera alla rivolta contro i dominatori francesi: dopo anni di lotte cruenti, Haiti conquistò l’indipendenza e vide la nascita di una repubblica a sud dell’isola e di una monarchia imperiale a nord. Ad autoincoronarsi era stato Henri Christophe, capo dei rivoltosi neri che, giunto al potere, si rivelò ben presto un tiranno persino peggiore degli antichi nemici. Lo spettacolo ruota intorno al crudele paradosso incombente sul popolo haitiano, prima nazione nera indipendente al mondo che, invece di godere i frutti della libertà conquistata col sangue, si ritrovò a essere vittima delle folle ambizioni e dell’idealismo fanatico di Christophe. Nel tentativo di porre il nuovo stato al livello dei paesi occidentali, il re cercò in ogni modo di snaturarne la cultura e le tradizioni vietando il culto delle divinità locali e introducendo gli usi e costumi delle corti europee.
Accompagnati efficacemente dal vivo da un gruppo di percussionisti, gli attori della Madrugada sprigionano un’energia straordinaria, trattenuta a fatica dai muri del teatro: la divisione tra palcoscenico e sala viene frequentemente annullata e più volte il pubblico è coinvolto nell’azione. La parte recitata, quasi del tutto assente nello spettacolo di strada, è frequentemente inframmezzata da danze e canti, punti forti dell’allestimento grazie alla notevole bravura degli esecutori. Il grande training sul corpo e sulla voce è evidentissimo. Non ci sono sbavature né cali di tensione, la presenza scenica è forte e continua, gli attacchi sono precisi e i molti numeri collettivi funzionano alla perfezione. Il lavoro presenta una certa fragilità drammaturgica, probabilmente risolvibile nelle fasi più avanzate di trasformazione dello spettacolo, ma è un aspetto che passa in secondo piano rispetto al risultato complessivo. Sono infatti la musicalità e la dinamicità dell’insieme a trionfare, l’uso accattivante di una lingua che mescola spesso francese e spagnolo, i costumi estrosi e variopinti, i balli sfrenati, l’elegante facilità nel volteggiare sui trampoli, il suono dei tamburi che ti entra dentro e ti accompagna ancora a lungo.

di Valeria Ravera


un corteo colorato contro il disagio

CERNUSCO SUL NAVIGLIO — Un'esplosione di musica, colori e canti in strada. Pomeriggio di festa ieri, nonostante le insidie della pioggia, in centro città con la "Parata di Sua Maestà nera" e il corteo degli ospiti di Villa Sant'Ambrogio. Si tratta dello spettacolo portato in scena nelle piazze del centro dal teatro sperimentale milanese "I servi di scena - teatro La Madrugada" in collaborazione con l'Istituto Fatebenefratelli, il Centro diurno "Il Ponte" e l'associazione cittadina giovanile "Tre".
Il corteo seguito in prima linea dagli ospiti del Fatebenefratelli - hanno preso parte 35 - , da poco trasferito in Villa Sant'Ambrogio (la vecchia sede era Villa Alari) è partito alle 17 dall'istituto, ha attraversato le vie e le piazze di Cernusco per poi farvi ritorno intorno 18.30. Nove attori, quattro assistenti in costume e quattro percussionisti hanno portato in strada i ritmi, i colori, le danze, i canti del mondo haitiano, evocando gli eventi della storia dell'isola di Haiti ai tempi del dominio francese, della rivolta degli schiavi e dell'ascesa al potere del re nero Henri Christophe.
L'iniziativa è stata patrocinata dagli assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali del Comune con l'obiettivo di avvicinare la cittadinanza alle attività di arte-terapia che il Centro Diurno "Il Ponte" gestisce all'interno dell'Istituto Fatebenefratelli da diversi anni.
La regia dello spettacolo è di Raul Laiza, già assistente alla regia dei prossimi due lavori dell'Odin Teatret, il gruppo danese al quale si attribuisce il compito di condizionare l'indagine scientifica legata al teatro degli ultimi decenni, passato alla storia come capostipite dei gruppi appartenenti al "Terzo Teatro" e come inventore del "baratto sociale".
"L'Amministrazione comunale - dichiara il sind aco Daniele Cassamagnaghi - intende promuovere la reciproca conoscenza tra cernuschesi e ospiti dell'Istituto". Per avviare un dialogo e stimolare la conoscenza reciproca tra la collettività e le persone che vivono all'interno di Villa Sant'Ambrogio, lo staff dell'istituto "Fatebenefratelli di concerto con il Comune, ha pensato infatti di istituire a partire da ottobre, corsi di acquerello aperto a tutti, di teatro per over 50 e altre attività artistiche.

di Antonella Silvestri


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