Il poeta
ritorna dai suoi primi viaggi all'estero. Ha soltanto 33 anni,
ed è ormai anche un drammaturgo di riconosciuta fama. Musicista,
e anche disegnatore, sempre inquieto e pieno di fervore, il poeta
viene accolto da una Spagna turbolenta e vitale.
E' il 1931. Cade la dittatura del Generale Primo
Rivera e di lì a poco anche la monarchia di re Alfonso.
Venne proclamata la repubblica.
Il poeta progetta un teatro ambulante e gratuito,
che restituisca i classici al popolo, che raggiunga paesi e villaggi
in lungo e in largo per la penisola. L’anno seguente nasce
il teatro universitario "La Barraca". Si propone regista,
seleziona un gruppo di giovani, gli organizza, gli forma come
attori.
Fioriranno le storie dell'amor imprevisto, della
terribile presenza, della fuga, delle colombe oscure, della mano
impossibile, dell'amara radice, dell'amore che non si fa vedere,
del teatri possibili...
Così vivrà fino allo scoppio della
guerra civile, al suo assassinato. Da una parte il poeta e il
drammaturgo, famoso e amato; dall'altra l'artigianato della scena,
l'instancabile tuta blu -l'uniforme della sua Barraca ambulante-
proponendo teatro ovunque fosse possibile.
Il Teatro La Madrugada ha presentato a L'Altrofestival
-in occasione della significativa edizione del 2005 - il primo
studio sotto forma di spettacolo musicale sulla vita e il mondo
teatrale di Federico Garcia Lorca, come il primo passo di un lungo
percorso di riflessione sul nostro fare teatro ora, di questi
tempi, qui. |