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A Piedi Asciutti
Al Maestro Julio Paz,
artista di grande umanità,
tenero costruttore di robuste domande.
Relitti della Crociata dei Fanciulli
Elaborazione collettiva su "La Crociata dei Ragazzi" di Bertold Brecht, "La Crociata dei Fanciulli" di Marcel Schwob, "Le Porte del Paradiso" di Jerzy Andrejewski; e su testi di Adonis, Carmelo Bene, Erri De Luca, Max Frisch, Mariangela Gualtieri, Khaled Hosseini, Ossip Mandelstam, Alda Merini, Jacques Prevert, Josè Saramago, Abdulah Sidran, Wislawa Szymborska.
Regia e drammaturgia:
Raul Iaiza
Con:
Alessandro Borroni, Agnieszka Bresler, Simone Lampis, Serena Magazzeni, Emanuela Mancosu, Marzia Palmieri, Roberta Secchi, Tiziana Tricarico, Monica Zipparri
Spazio scenico, costumi e accessori di scena:
Teatro La Madrugada
Scenotecnica:
Simone Lampis
Assistenza scenografica:
Franco Koehler e Giulia Capodieci
Musiche:
Musiche del tempo dello crociate, tradizionali africane, tradizionali rom, Rolling Stones, Sting e Ivano Fossati.
Elaborazione sonora:
Pablo Palacios
Disegno luci:
Alessandro Borroni
Foto della locandina:
Yvonne Selene Diehl
Assistente alla regia:
Manuela Frontoni
Ringraziamo per la loro generosità e per il loro lavoro:
il Teatro della Contraddizione, Lorenzo Sangalli, Maria Carini, Luciano Togni, Mariangela Mazzeo, Beatrice Panzeri, Rossana Marzella, Marco Menegaldo, Miriam D’Ignazio. |
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Presentazione:
Lode della cattiva considerazione di sé
La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l’alligatore, la trichina e il tafano
vivono come vivono e ne sono contenti.
Il cuore dell’orca pesa cento chili
ma sotto un altro aspetto è leggero.
Non c’è nulla di più animale
della coscienza pulita
sul terzo pianeta del sole.
(Wislawa Szymborska, 1976)
Note di regia: dieci punti di riferimento
1.
A Piedi Asciutti è uno spettacolo che si pone delle domande. E che aspira a far nascere domande in chi lo guarda. Parla di una grande illusione e di una strage: La Crociata dei Fanciulli del 1212.
2.
Lo spettacolo è diviso in tre parti. Nella prima parte c’è uno squarcio sullo slancio contraddittorio, ideale e fragile dei ragazzi “crociati” senza armi. Nella seconda parte appare La Crociata dei Relitti, le anime trasmigrate dei fanciulli di allora, cadute ognuna nella realtà della nostra contemporaneità: la varia, sperduta umanità. Infine, nella terza parte, c’è l’epilogo: la nostra porta aperta.
3.
Chi sono oggi i bambini crociati? Brecht si fece questa domanda quando parlò dei ragazzi in branco che, smarriti in piena Seconda Guerra Mondiale, fecero la loro Crociata dei Fanciulli. Di macerie in macerie, fra paesi inginocchiati, verso la loro ‘Gerusalemme’.
4.
A Piedi Asciutti si interroga anche sul residuo che rimane attorno alla follia e al totale fallimento che furono le Crociate. Fallimento spirituale, militare, sociale: lo si guardi da dove si vuole, si vedono solo stoltezza e tracollo, da qualsiasi punto di vista.
5.
Il relitto naviga ancora. Perché un presidente degli Stati Uniti d’ America sente il bisogno di parlare di “crociata” quando parla delle sue campagne belliche? Perché i leader fondamentalisti usano lo stesso termine quando parlano delle loro balorde mattanze? Parlano oggi di “Guerra Santa”. “Guerra” e inoltre “Santa”? Quale Dio o quale civiltà può vantarsi di una carneficina?
6.
Il relitto naviga anche nel nostro paese. Perché, per esempio, un’operazione delle forze dell’ordine –tra l’altro giusta e incontestabile- si deve chiamare “Templare”? È solo un termine ‘genericamente evocativo’? E di cosa? Cosa può significare nell’immaginario del cittadino comune il messaggio di fare oggi il “Templare”? Qual è il legame col passato che queste parole tradiscono?
7.
Crediamo che interrogarsi sia necessario e vitale. Fare e farsi domande è necessario per osservare e ascoltare, per assaporare. Maieutica del mondo: quella che abbiamo da bambini che da adulti perdiamo. Non è “eversivo” farsi e fare domande. Lo è diventato agli occhi di un conformismo disumano.
8.
La Crociata dei Fanciulli accostò in maniera emblematica il tema della Chiesa a quello dell’Infanzia. Ottocento anni fa, la Chiesa allontanò da sé i piccoli “crociati”, non li comprese, non li difese, non li salvò. Durante l’ultima parte del lavoro sullo spettacolo, l’accostamento Chiesa-Infanzia si tinge di cronaca feroce, e diventa Vaticano-Pedofilia. Voltiamo pagina nei giornali, riappare la parola “crociati”.
9.
A Piedi Asciutti parla anche della piccola violenza. La violenza quotidiana, dell’atteggiamento, della predisposizione. Al semaforo, al supermercato, negli uffici, al lavoro. Sentirsi l’imbecille di turno per aver fatto una domanda. Dover scegliere tra difendersi o interferire.
Ecco, questo è il mondo che i bambini possono solo subire, non hanno scelta.
10.
In un mondo come quello che stiamo creando, così pensato e vissuto, i bambini non sono previsti, sono una faccenda “privata”. Nel mondo dei “maschi” e delle “maschie” chi potrebbe stupirsi se i bambini facessero una loro rovinosa “crociata” contro il niente che proponiamo?
R.I.
Gli spettatori dicono di noi. |
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